4.4
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471
riders
63
rides
Gravel biking around Regional Park Boschi di Carrega features a landscape characterized by rolling hills, river valleys, and extensive woodlands. The region offers varied terrain suitable for gravel bikes, including paths along the Taro and Enza rivers and routes through the Parma Hills. These trails provide a mix of gradients and surfaces, from forest tracks to open country paths. The park's topography supports both leisurely rides and more challenging ascents.
Last updated: July 8, 2026
4.5
(2)
8
riders
21.9km
01:12
140m
140m
Easy gravel ride. Great for any fitness level. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
5.0
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12
riders
82.6km
06:54
1,550m
1,550m
This difficult 51.3-mile gravel tour from Sala Baganza to Pieve di Bazzano features 5083 feet of climbing and technical descents.

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5
riders
98.8km
08:27
1,870m
1,870m
Hard gravel ride. Very good fitness required. You may need to push your bike for some segments of this route.
4.7
(3)
35
riders
43.3km
02:41
510m
510m
Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
5.0
(4)
18
riders
54.3km
03:47
920m
920m
Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
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The Boschi di Carrega Regional Nature Park was established in 1982 as the first regional park in Emilia-Romagna. It is located in the province of Parma, extending for about 1270 hectares on the river terraces between the Taro river and the Baganza stream, in the municipal territories of Collecchio, Sala Baganza and Fornovo di Taro. This green lung protects a hilly area of immense naturalistic, historical and cultural value, famous for its ducal atmospheres and elegant landscapes.
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The Boschi di Carrega Regional Park was established in 1982 as the first regional park in Emilia-Romagna. It is located in the province of Parma, extending for about 1270 hectares on the river terraces between the Taro river and the Baganza stream, in the municipal territories of Collecchio, Sala Baganza and Fornovo di Taro. This green lung protects a hilly area of immense naturalistic, historical and cultural value, famous for its ducal atmospheres and its elegant landscapes.
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avoid after rain, clay ground
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A well-maintained dirt road overlooking the Parma Valley. Very pleasant for both walking and cycling.
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La corte di Giarola è una corte rurale medievale dotata di chiesa interna, situata nell'omonima località presso Pontescodogna, frazione di Collecchio, in provincia di Parma; costituisce la sede dell'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, del museo del pomodoro, del museo della pasta, del Teatro alla Corte, del centro visite "Sotto il segno dell'acqua", di due sale convegni e di un ristorante.[1][2] È il punto di partenza per semplici camminate nel Parco del Taro. STORIA: La corte fu costruita originariamente tra l'VIII e il IX secolo per volere della casata di Ingo, nobile franco; l'edificio nacque quale presidio fortificato a controllo del vicino guado di un ramo della via Francigena attraverso il fiume Taro; a causa della sua prossimità al corso d'acqua, la località era conosciuta col nome di Glarola, forse di origine latina, in riferimento alla grande quantità di ghiaia depositata sulle sponde. La più antica testimonianza della sua esistenza risale al 1034, quando Glariola fu citata in un rogito di compravendita di terreni da parte di Alberto Prete a Giovanni di Viarolo. I discendenti di Ingo, feudatari della zona,nel 1045 donarono il castrum con la sua cappella romanica alla badessa Imila del monastero di San Paolo di Parma. L'anno seguente il vescovo Cadalo cedette alcune terre in castro clariolae alle monache. Nei decenni seguenti le religiose trasformarono la struttura in una corte agricola indipendente,[4][5] protetta da mura e dotata di abitazioni, stalle, caseificio e mulino alimentato dalle acque del canale Naviglio; le boscose e paludose terre circostanti furono bonificate e coltivate. Nel 1187 il papa Gregorio VIII emanò una bolla confermando alla badessa di San Paolo i diritti sull'Ecclesiam Sancti Nicomedi de Glarola, oltre a numerose altre del Parmense. A difesa dell'edificio e del guado il vescovo di Parma fece inoltre erigere una torre difensiva, che si aggiunse ai vicini castelli di Collecchio, Segalara, Madregolo e Carona. Nel 1308 i Rossi e i Lupi, dopo la loro cacciata da Parma, presero possesso della struttura fortificata di Giarola, che pochi mesi dopo fu contrattaccata dalle truppe di Giberto III da Correggio e distrutta al termine di un aspro combattimento; sopravvissero solo la corte agricola e la cappella. Nel 1440 ogni residua struttura fortificata fu completamente demolita o trasformata in abitazioni. Nel 1451 la corte ospitò durante il suo viaggio il duca di Milano Francesco Sforza,mentre nel 1495 vi si accamparono, in vista della battaglia di Fornovo, le truppe di Ludovico il Moro. Secondo il Catasto farnesiano del 1562, la corte, dipendente dalla magistratura di Parma e abitata da 110 persone, gestiva un territorio di 1140 biolche parmigiane, corrispondenti a circa 342 ettari, appartenenti in gran parte al monastero di San Paolo; le coltivazioni si estendevano in particolare nella pianura occidentale, in quanto all'epoca il fiume Taro scorreva molto più a ovest. Nel 1760 la chiesa romanica fu modificata in stile neoclassico. Dopo la conquista napoleonica del ducato di Parma e Piacenza, la corte rimase per alcuni anni soggetta direttamente al Comune (o mairie) di Parma, ma nel 1806 fu aggregata a quello di Collecchio. In seguito alla soppressione degli ordini religiosi che colpì anche le benedettine del monastero di San Paolo, nel 1811 la tenuta fu confiscata dal governo francese e affittata a imprenditori agricoli, primi tra tutti i conti Camillo e Alessandro Zileri. Gli abitanti della struttura raggiunsero la quota di 312 nel 1855, per calare un po' alla volta nei decenni seguenti. Le terre furono lottizzate e alienate a privati, mentre la corte fu acquistata alla fine del XIX secolo dalla famiglia Montagna, che dedicò parte dei terreni circostanti alla coltivazione di pomodori e costruì in adiacenza una fabbrica di conserva e un moderno caseificio con annesso allevamento di suini, affittati a conduttori esterni. Durante la seconda guerra mondiale, il 17 aprile 1945 la corte fu colpita dai bombardamenti alleati, che causarono la morte di nove persone[14] e il parziale crollo della chiesa di San Nicomede, di cui rimasero in piedi soltanto alcune porzioni delle murature esterne; il luogo di culto fu ricostruito nel 1950 nelle originarie forme romaniche. La fabbrica conserviera fu alienata nel 1957 all'imprenditore Ercole Azzali; pochi anni dopo fu però chiusa, mentre il caseificio sopravvisse ancora per qualche tempo. Dopo la cessazione dell'attività, il degrado aumentò, finché nel 1998 la corte e le strutture annesse furono acquistate dall'Ente Parco Fluviale Regionale del Taro, poi Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, che ne avviò i lavori di ristrutturazione, adibendo parte dell'edificio a propria sede; nell'ala est furono inoltre ricavati un percorso espositivo e una sala auditorium. Nel 2005 fu recuperata la casa colonica esterna, destinata a Laboratorio storico. Nel 2006, su finanziamento della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Collecchio e della Fondazione Cariparma, l'ala sud, originariamente adibita a legnaia e deposito, fu trasformata in sala teatrale; il Teatro alla Corte fu inaugurato nel settembre del 2007; nello stesso anno furono avviati i lavori di sistemazione dell'ala ovest, ove all'interno delle antiche stalle trovò spazio nel 2010 il Museo del pomodoro. Nel 2013 il cantiere dell'ala ovest fu completato recuperando anche l'antico pastificio e il mulino; l'anno seguente gli ambienti divennero la sede del Museo della pasta. Nel 2014 fu inoltre ricostruito il tetto della chiesa di San Nicomede,sede parrocchiale a servizio della frazione di Pontescodogna. Nel 2019 fu ristrutturato l'antico caseificio posto nell'ala nord ovest, al cui interno nel novembre dello stesso anno fu inaugurato l'Agrilab Giarola, un laboratorio di cucina per promuovere la biodiversità agroalimentare, i prodotti del territorio e la loro stagionalità. FONTE ed altre b notizie: https://it.wikipedia.org/wiki/Corte_di_Giarola
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The Barboj Park owes its name to the rumbling sounds that accompany the emission of methane gases, salt water, hydrocarbons, methane, carbon dioxide, and mud from the subsurface through numerous small volcanoes of varying shapes and sizes, some up to 1 m high. These geological features, considered the most important in western Emilia, also extend to the nearby town of Torre di Traversetolo, to which the area is connected by several marked trails. The salse are characterized by the eruption of muddy salt water from spring pools, used for medicinal purposes until the 19th century, which flows into the small Barboj stream, a tributary of the Termina stream. SOURCE: https://parmawelcome.it/scheda/parco-dei-barboj/
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There are over 70 gravel bike routes available in Regional Park Boschi di Carrega. These routes cater to various skill levels, with 2 easy, 17 moderate, and 52 difficult options.
Yes, while many routes are moderate to difficult, there are a couple of easier options suitable for families or beginners. These routes typically feature gentler gradients and less technical terrain, allowing for a more relaxed experience. For a moderate option that offers scenic views, consider the Belvedere Marcello – Castello di Torrechiara loop from Sala Baganza.
The best time for gravel biking in Regional Park Boschi di Carrega is generally during spring and autumn. These seasons offer pleasant temperatures and vibrant natural scenery. Summer can be warm, especially in the open river valleys, while winter might bring colder conditions and potentially muddy trails, though the park's varied terrain can still be explored.
Parking is typically available at various access points around the Regional Park Boschi di Carrega, especially near trailheads and villages like Sala Baganza or Collecchio. Specific parking information is often detailed on individual route pages on komoot, helping you plan your starting point.
Absolutely. The region is well-suited for experienced gravel bikers looking for a challenge, with 52 difficult routes available. For a long-distance adventure exploring the river valleys, the Gravel ride between the Taro and Enza rivers offers a significant test of endurance. Another demanding option is the Parma Hills Grand Tour, which takes you through the rolling Parma Hills.
The gravel trails in Regional Park Boschi di Carrega offer diverse scenery, characterized by rolling hills, lush river valleys along the Taro and Enza, and extensive woodlands. You'll encounter a mix of forest tracks and open country paths, providing varied views throughout your ride.
Yes, many of the gravel routes in Regional Park Boschi di Carrega are designed as loops, allowing you to start and finish at the same point. An example is the Torrechiara Castle – Val Baganza Bridge loop from Collecchio, which offers a substantial ride with varied terrain.
The gravel biking routes in Regional Park Boschi di Carrega are highly rated by the komoot community, with an average score of 4.3 stars from over 40 reviews. Riders often praise the varied terrain, the scenic beauty of the woodlands and river valleys, and the options available for different skill levels.
Yes, the area features several interesting points. You might pass by historic sites like the Casino dei Boschi di Carrega or enjoy the natural beauty of the Lake of Switzerland. The region is also known for its Vineyards in the Carrega Woods, offering picturesque views.
The distances and elevation gains vary significantly across the park's routes. You can find shorter, moderate rides like the Belvedere Marcello – Castello di Torrechiara loop, which covers about 30.5 km with around 380 meters of elevation gain. Longer, more challenging routes, such as the Val Baganza Bridge – Villa Casino dei Boschi loop, can extend over 54 km with more than 900 meters of climbing.
While specific cafes or pubs directly on every trail are not guaranteed, the Regional Park Boschi di Carrega is surrounded by charming Italian villages. Towns like Sala Baganza, Collecchio, and others in the Parma Hills region offer opportunities to find local eateries, cafes, and shops for refreshments before or after your ride.


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