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SandroRiz
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September 6, 2025

From “quasi” top to lake(s)

03:14

50.8km

15.7km/h

53.6km/h

1,620m

1,540m

Garmin Edge 1030

Il titolo del giro prende spunto dal nome del percorso più “nero” della trail area Dolomiti Paganella Bike che sale fino a Cima Paganella (ma poi fa del portage) e che io ho modificato copiando quanto descritto da @Blondiebike e aggiungendo solo la salita pedalata invece che in cabinovia.
Dopo 800m. D+ di facile forestale, con le Dolomiti di Brenta e il Campanil Basso a portata di mano, si raggiunge Dos Pellà e in breve tempo si arriva alla Baita del Germano, dove una musica unz unz spaccatimpani che neanche al Cocoricò, mi toglie subito il dubbio se mangiare qualcosa. Stupendo invece il panorama che si vede da un hotspot poco lontano con in sequenza il Lago di Toblino, il Lago di Cavedine e sua maestà il Garda che grazie alla limpida giornata è visibile fin sulle sue sponde meridionali…veramente spettacolare.
Qualche tratto del famoso 805 Secret Trail del Bear Trail e poi inizia un su e giù che culmina con infiniti pratoni sul Monte Ranzo sempre con i laghi sullo sfondo.
A un certo punto un imbocco cattivo di un sentiero ti fa capire che inizia la parte “pepata” del giro, ovvero un lungo S3 che porta al paese di Margone che mette a dura prova freni e polsi! Mi prendo 5 minuti di riposo per scrivere un ringraziamento al “mio” Sant’Antonio sul libro delle firme e mentre sono fermo salgono a canna dei trailisti (magari se non mi fermavo li centravo dietro una curva… sempre grazie Antò!).
Da qui asfalto fino al paese di Ranzo (con bellissimo panorama a picco su Castel Toblino) dove l’unico bar che anelavo per un panino è chiuso! Si procede quindi per la Strada Forestale Bael fino al Laghetto di Nembia che strappa l’ennesimo oohh di stupore per i suoi colori e la sua trasparenza.
Arriviamo velocemente al Lago di Molveno che costeggiamo sul bel sentiero a picco e che oggi era percorribilissimo per la scarsa presenza di pedoni, ma che non consiglierei assolutamente in alta stagione.
Discorso analogo per il bel sentiero boschivo che chiude l’anello ad Andalo che in certi punti è molto stretto e con molta gente potrebbe essere snervante.
In conclusione, un giro che se togliamo l’S3 di Margone (comunque evitabile) rischia di essere un giro “quasi” gravel, ma che offre una serie di panorami che appagano anche la mancanza di riding tecnico.
PS reminder per me per la prossima volta: parcheggiare alla Funivia Valle Bianca (gratis in estate) invece che in paese (2€/ora, era meglio berseli in birre alla fine!)

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