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Gravel biking around Solignano offers diverse landscapes in the Apennine foothills of Emilia-Romagna. The region features a mix of dense woodlands, river valleys like the Taro and Ceno, and rolling hills, providing varied terrain for gravel routes. Trails often traverse through natural parks and along waterways, with topography that includes both gentle gradients and more challenging climbs. This area provides a blend of natural beauty, historical sites, and diverse terrain for gravel biking.
Last updated: July 4, 2026
4.0
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27
riders
43.9km
03:01
560m
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Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
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riders
43.7km
02:47
160m
160m
Hard gravel ride. Good fitness required. You may need to push your bike for some segments of this route.

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4.5
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riders
29.2km
01:57
270m
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Moderate gravel ride. Good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
1.0
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riders
14.0km
01:18
430m
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Moderate gravel ride. Good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
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49.2km
03:23
790m
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Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
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Ancient monastery erected near the Taro River
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The Boschi di Carrega Regional Nature Park was established in 1982 as the first regional park in Emilia-Romagna. It is located in the province of Parma, extending for about 1270 hectares on the river terraces between the Taro river and the Baganza stream, in the municipal territories of Collecchio, Sala Baganza and Fornovo di Taro. This green lung protects a hilly area of immense naturalistic, historical and cultural value, famous for its ducal atmospheres and elegant landscapes.
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The Boschi di Carrega Regional Park was established in 1982 as the first regional park in Emilia-Romagna. It is located in the province of Parma, extending for about 1270 hectares on the river terraces between the Taro river and the Baganza stream, in the municipal territories of Collecchio, Sala Baganza and Fornovo di Taro. This green lung protects a hilly area of immense naturalistic, historical and cultural value, famous for its ducal atmospheres and its elegant landscapes.
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A quiet road from which you can admire beautiful landscapes
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Roccalanzona Castle - view of Mount Cusna and Mount Prinzera
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La corte di Giarola è una corte rurale medievale dotata di chiesa interna, situata nell'omonima località presso Pontescodogna, frazione di Collecchio, in provincia di Parma; costituisce la sede dell'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, del museo del pomodoro, del museo della pasta, del Teatro alla Corte, del centro visite "Sotto il segno dell'acqua", di due sale convegni e di un ristorante.[1][2] È il punto di partenza per semplici camminate nel Parco del Taro. STORIA: La corte fu costruita originariamente tra l'VIII e il IX secolo per volere della casata di Ingo, nobile franco; l'edificio nacque quale presidio fortificato a controllo del vicino guado di un ramo della via Francigena attraverso il fiume Taro; a causa della sua prossimità al corso d'acqua, la località era conosciuta col nome di Glarola, forse di origine latina, in riferimento alla grande quantità di ghiaia depositata sulle sponde. La più antica testimonianza della sua esistenza risale al 1034, quando Glariola fu citata in un rogito di compravendita di terreni da parte di Alberto Prete a Giovanni di Viarolo. I discendenti di Ingo, feudatari della zona,nel 1045 donarono il castrum con la sua cappella romanica alla badessa Imila del monastero di San Paolo di Parma. L'anno seguente il vescovo Cadalo cedette alcune terre in castro clariolae alle monache. Nei decenni seguenti le religiose trasformarono la struttura in una corte agricola indipendente,[4][5] protetta da mura e dotata di abitazioni, stalle, caseificio e mulino alimentato dalle acque del canale Naviglio; le boscose e paludose terre circostanti furono bonificate e coltivate. Nel 1187 il papa Gregorio VIII emanò una bolla confermando alla badessa di San Paolo i diritti sull'Ecclesiam Sancti Nicomedi de Glarola, oltre a numerose altre del Parmense. A difesa dell'edificio e del guado il vescovo di Parma fece inoltre erigere una torre difensiva, che si aggiunse ai vicini castelli di Collecchio, Segalara, Madregolo e Carona. Nel 1308 i Rossi e i Lupi, dopo la loro cacciata da Parma, presero possesso della struttura fortificata di Giarola, che pochi mesi dopo fu contrattaccata dalle truppe di Giberto III da Correggio e distrutta al termine di un aspro combattimento; sopravvissero solo la corte agricola e la cappella. Nel 1440 ogni residua struttura fortificata fu completamente demolita o trasformata in abitazioni. Nel 1451 la corte ospitò durante il suo viaggio il duca di Milano Francesco Sforza,mentre nel 1495 vi si accamparono, in vista della battaglia di Fornovo, le truppe di Ludovico il Moro. Secondo il Catasto farnesiano del 1562, la corte, dipendente dalla magistratura di Parma e abitata da 110 persone, gestiva un territorio di 1140 biolche parmigiane, corrispondenti a circa 342 ettari, appartenenti in gran parte al monastero di San Paolo; le coltivazioni si estendevano in particolare nella pianura occidentale, in quanto all'epoca il fiume Taro scorreva molto più a ovest. Nel 1760 la chiesa romanica fu modificata in stile neoclassico. Dopo la conquista napoleonica del ducato di Parma e Piacenza, la corte rimase per alcuni anni soggetta direttamente al Comune (o mairie) di Parma, ma nel 1806 fu aggregata a quello di Collecchio. In seguito alla soppressione degli ordini religiosi che colpì anche le benedettine del monastero di San Paolo, nel 1811 la tenuta fu confiscata dal governo francese e affittata a imprenditori agricoli, primi tra tutti i conti Camillo e Alessandro Zileri. Gli abitanti della struttura raggiunsero la quota di 312 nel 1855, per calare un po' alla volta nei decenni seguenti. Le terre furono lottizzate e alienate a privati, mentre la corte fu acquistata alla fine del XIX secolo dalla famiglia Montagna, che dedicò parte dei terreni circostanti alla coltivazione di pomodori e costruì in adiacenza una fabbrica di conserva e un moderno caseificio con annesso allevamento di suini, affittati a conduttori esterni. Durante la seconda guerra mondiale, il 17 aprile 1945 la corte fu colpita dai bombardamenti alleati, che causarono la morte di nove persone[14] e il parziale crollo della chiesa di San Nicomede, di cui rimasero in piedi soltanto alcune porzioni delle murature esterne; il luogo di culto fu ricostruito nel 1950 nelle originarie forme romaniche. La fabbrica conserviera fu alienata nel 1957 all'imprenditore Ercole Azzali; pochi anni dopo fu però chiusa, mentre il caseificio sopravvisse ancora per qualche tempo. Dopo la cessazione dell'attività, il degrado aumentò, finché nel 1998 la corte e le strutture annesse furono acquistate dall'Ente Parco Fluviale Regionale del Taro, poi Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, che ne avviò i lavori di ristrutturazione, adibendo parte dell'edificio a propria sede; nell'ala est furono inoltre ricavati un percorso espositivo e una sala auditorium. Nel 2005 fu recuperata la casa colonica esterna, destinata a Laboratorio storico. Nel 2006, su finanziamento della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Collecchio e della Fondazione Cariparma, l'ala sud, originariamente adibita a legnaia e deposito, fu trasformata in sala teatrale; il Teatro alla Corte fu inaugurato nel settembre del 2007; nello stesso anno furono avviati i lavori di sistemazione dell'ala ovest, ove all'interno delle antiche stalle trovò spazio nel 2010 il Museo del pomodoro. Nel 2013 il cantiere dell'ala ovest fu completato recuperando anche l'antico pastificio e il mulino; l'anno seguente gli ambienti divennero la sede del Museo della pasta. Nel 2014 fu inoltre ricostruito il tetto della chiesa di San Nicomede,sede parrocchiale a servizio della frazione di Pontescodogna. Nel 2019 fu ristrutturato l'antico caseificio posto nell'ala nord ovest, al cui interno nel novembre dello stesso anno fu inaugurato l'Agrilab Giarola, un laboratorio di cucina per promuovere la biodiversità agroalimentare, i prodotti del territorio e la loro stagionalità. FONTE ed altre b notizie: https://it.wikipedia.org/wiki/Corte_di_Giarola
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A short detour to visit the town center (and perhaps stop at a bar for a snack)
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It's impossible to reach, but it's always a pleasure to admire. It's clearly visible from various points in our Apennines.
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There are over 25 gravel bike routes around Solignano, offering a diverse range of experiences. These include routes through wooded areas, along river valleys, and over rolling hills, catering to various skill levels.
Yes, Solignano offers several routes suitable for beginners and families. For a moderate option, consider the Corte di Giarola – Footbridge over the Naviglio Taro loop from Fornovo, which is about 32.4 km long and leads through pleasant riverine landscapes. Another moderate choice is the Roccalanzona Castle – Pietra Corva loop from Castello di Roccalanzona, a shorter 15 km route.
Experienced gravel bikers will find plenty of challenging options. The Case Mezzadri – Tabiano Castle loop from Medesano is a difficult 116.6 km path with significant elevation gain, passing by historical landmarks. Another demanding route is the Villa Casino dei Boschi – Road in the Boschi di Carrega loop from Felegara, which covers 53.8 km through wooded landscapes.
Many of the gravel routes around Solignano are designed as loops, allowing you to start and end in the same location. Examples include the Corte di Giarola – Footbridge over the Naviglio Taro loop from Fornovo and the Villa Casino dei Boschi – Road in the Boschi di Carrega loop from Medesano.
The region offers a diverse landscape, from dense woodlands in areas like the Boschi di Carrega to scenic river paths along the Naviglio Taro. You'll also encounter rolling hills and historical sites, providing varied and engaging views throughout your ride.
Several routes pass by notable landmarks and offer scenic viewpoints. You can explore historical sites like Tabiano Castle on the Case Mezzadri – Tabiano Castle loop. For natural beauty, the Pietra Corva offers a great viewpoint, and you might cross the picturesque Footbridge over the Naviglio Taro.
The gravel biking routes in Solignano are highly regarded by the komoot community, with an average rating of 3.8 stars from over 8 reviews. Riders often praise the varied terrain, from quiet woodlands to river paths, and the mix of moderate and challenging options available.
While specific parking information for every trailhead isn't detailed, many routes start from towns or villages like Felegara, Medesano, or Fornovo, where public parking is generally available. It's advisable to check local parking options for your chosen starting point.
The spring and autumn months typically offer the most pleasant conditions for gravel biking in Solignano, with milder temperatures and beautiful natural scenery. Summer can be warm, especially in open areas, while winter rides are possible but may require checking weather and trail conditions for mud or ice.
Many routes in the Solignano area pass through or near small towns and villages. For example, routes starting from or passing through Felegara, Medesano, or Fornovo are likely to have access to cafes or local eateries where you can stop for refreshments. Planning your route with komoot allows you to identify such points of interest.
Gravel bike trails in Solignano vary significantly in length and duration. You can find shorter, moderate routes like the Roccalanzona Castle – Pietra Corva loop at around 15 km (approx. 1.5 hours), up to challenging, longer rides such as the Case Mezzadri – Tabiano Castle loop which is about 116.6 km and can take over 9 hours to complete.


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